Rendimenti degli investimenti immobiliari a Monaco

Monaco non è un mercato guidato dal rendimento. I rendimenti lordi si collocano generalmente tra l’1,5% e il 3%, a seconda del quartiere, dell’edificio e del tipo di appartamento, rispetto al 3%–5% dei mercati prime come Parigi o Londra. Questa compressione è strutturale: i valori capitali sono eccezionalmente elevati rispetto agli affitti effettivamente ottenibili.

 

Secondo l’IMSEE 2025, il prezzo medio al metro quadrato a Monaco ha raggiunto 57.569 €, mentre le nuove costruzioni si attestano in media a 65.602 €. I redditi da locazione non crescono in modo proporzionale a questi livelli.

 

Il caso di investimento a Monaco si basa quindi su un fondamento diverso: preservazione del capitale, efficienza fiscale, scarsità, apprezzamento a lungo termine e caratteristiche difensive di un asset class senza alcuna reale possibilità di espansione dell’offerta. Negli ultimi dieci anni fino al 2025, i prezzi immobiliari residenziali a Monaco sono aumentati di circa il 44%. Il mercato non ha subito le correzioni osservate a Londra, Parigi o Ginevra nello stesso periodo.

PERCHÉ I RENDIMENTI SONO COMPRESSI

La ragione è semplice: i prezzi degli asset sono estremamente elevati rispetto agli affitti effettivamente ottenibili. Secondo l’IMSEE 2025, il prezzo medio al metro quadrato a Monaco ha raggiunto 57.569 €, con i quartieri prime e le nuove costruzioni su livelli significativamente superiori. I redditi da locazione non aumentano in proporzione a questi valori capitali.

 

I rendimenti lordi a Monaco si collocano generalmente tra l’1,5% e il 3%, a seconda del quartiere, dell’edificio, della dimensione dell’appartamento e della strategia locativa. Questo si confronta con il 3%–5% di altri mercati immobiliari prime europei come Parigi o Londra. Questa compressione non è un segnale di debolezza della domanda locativa, ma riflette la straordinaria forza dei valori capitali del mercato.

CHI INVESTE NELL’IMMOBILIARE A MONACO

Monaco si adatta agli investitori che danno più importanza alla stabilità del capitale rispetto al rendimento da locazione. I profili tipici sono acquirenti che combinano uso personale e flessibilità locativa, oppure investitori che cercano una detenzione a lungo termine in uno dei mercati residenziali più vincolati dal punto di vista dell’offerta a livello mondiale. Non è il mercato adatto a chi ha come obiettivo principale la massimizzazione del reddito locativo.

LA STRATEGIA LOCATIVA RESTA IMPORTANTE

Il fatto che la compressione dei rendimenti non significhi che la strategia locativa sia irrilevante. Il quartiere, la qualità dell’edificio, la disposizione dell’appartamento e il profilo dell’inquilino influenzano sia il canone ottenibile sia la facilità di rilocazione nel lungo periodo. Un appartamento ben posizionato a Monte-Carlo o Larvotto, con una planimetria efficiente e buoni servizi condominiali, supererà un’unità meno ben concepita in un indirizzo meno liquido in qualsiasi fase del mercato e sarà anche molto più facile da riaffittare e rivendere nel tempo.

 

Una selezione limitata di immobili a Monaco è disciplinata dalle leggi 1235 e 887, che prevedono importanti tutele per gli inquilini, inclusi limiti agli aumenti dei canoni e una forte sicurezza di occupazione. Gli investitori dovrebbero comprendere questo quadro normativo prima di impegnarsi in una strategia locativa di lungo periodo. Per saperne di più, leggi il nostro articolo sugli appartamenti regolamentati a Monaco.

IL QUADRO REALISTICO DELL’INVESTIMENTO

Monaco non si valuta secondo una logica di confronto dei rendimenti con altri mercati. La questione rilevante è se la stabilità del capitale, l’apprezzamento a lungo termine, la scarsità e la qualità dell’asset giustifichino il prezzo di acquisizione rispetto agli obiettivi dell’investitore.

 

Il quadro fiscale è una componente materiale di questa equazione. Monaco non applica imposta sul reddito delle persone fisiche, imposta sulle plusvalenze immobiliari, imposta sul patrimonio né imposta di successione. Per gli investitori che detengono l’immobile fino alla trasmissione ereditaria o realizzano plusvalenze dopo un periodo di rivalutazione, l’assenza di questi prelievi modifica in modo significativo il rendimento netto rispetto a un asset comparabile in Francia, Regno Unito, Italia o Svizzera, dove tali imposte esistono in varie forme.

 

Combinato con un apprezzamento del capitale di circa il 44% nell’ultimo decennio e con un mercato che non ha subito le correzioni osservate a Londra, Parigi o Ginevra nello stesso periodo, il quadro del rendimento totale appare nettamente più solido rispetto a quanto suggerisce il solo rendimento lordo. Un investitore che detiene un appartamento da 10 milioni di euro a Monaco, salito a 14,4 milioni in dieci anni, percependo redditi locativi moderati e senza pagare imposte sulle plusvalenze all’uscita, ottiene un risultato materialmente diverso da quello implicito nel solo dato di rendimento.

 

Per gli investitori il cui obiettivo principale è il reddito da locazione, Monaco risulterà poco attraente. Per chi invece cerca un asset difensivo, fiscalmente efficiente, strutturalmente limitato nell’offerta e con una forte storia di preservazione del capitale, la logica d’investimento è fondamentalmente diversa rispetto alla maggior parte delle alternative allo stesso livello di prezzo.

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    DOMANDE FREQUENTI

    Tra 1,5% e 3% lordo, spesso intorno al 2%, a seconda del quartiere, dell’edificio e del tipo di appartamento.

    È possibile e può generare rendimenti nominali più elevati rispetto alla locazione a lungo termine, ma richiede una gestione attiva, comporta una maggiore variabilità dei redditi e opera sotto un quadro normativo diverso. La maggior parte degli investitori a Monaco non adotta strategie di locazione a breve termine. Il profilo degli inquilini del mercato, composto da professionisti internazionali mobili e residenti consolidati, tende infatti verso una permanenza di lungo periodo.

    Il segmento più liquido si colloca generalmente tra i 3 e i 15 milioni di euro, dove la base di acquirenti è più ampia e i tempi di transazione sono più brevi. Oltre i 20 milioni di euro, la liquidità rimane solida ma il bacino di acquirenti è più ristretto e le transazioni richiedono più tempo per essere strutturate. Il segmento off-market oltre questo livello segue una propria tempistica, guidata da reti relazionali piuttosto che dalle dinamiche del mercato aperto.
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